Coprofagia

Il termine coprofagia indica l’ingestione di feci proprie, di altri cani o di animali diversi; questo comportamento non è solo fastidioso, ma può essere anche molto pericoloso. Moltissime le possibili cause e non sempre ci sono rimedi efficaci.

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Qual è la causa?

Questo comportamento nella vita selvatica è normale, può succedere di non avere cibo a disposizione tutti i giorni e l’ingestione di feci altrui o proprie può salvare la vita. Tuttavia, i nostri cani, alimentati correttamente e più volte al giorno spesso non riescono a farne a meno. Qualche anno fa si pensava che questo comportamento indicasse una mancanza di vitamine o sali minerali, ma non è così semplice.

La situazione si aggrava quando gli escrementi presentano residui odorosi di sostanze appetizzanti o quando ci sono parassiti intestinali (che riducono l’assorbimento delle proteine dell’organismo per ritrovarle poi nelle feci stesse).

Esistono in commercio dei prodotti da aggiungere alla pappa che rendono l’odore delle feci sgradevole, ma non hanno effetto sicuro e soprattutto andrebbe bene solo nel caso in cui il cane sia attratto dalle proprie feci, non da quelle altrui.

Ricordiamo che nel cucciolo, questo comportamento è spesso esplorativo quindi dettato dalla curiosità. La coprofagia può però avere delle motivazioni specifiche…

Coprofagia per istinto materno

Questo comportamento è naturale per le madri, soprattutto nelle prime settimane di vita quando i cuccioli non sono in grado di evacuare in modo autonomo.

Coprofagia da competizione alimentare

Si verifica nei cuccioli prevalentemente e molto spesso nei cuccioli più deboli, quelli che patiscono di più la fame; tale fenomeno è comune nei canili e rifugi, un po’ meno in allevamento dove l’allevatore dovrebbe sempre controllare che tutti i piccoli siano alimentati nello stesso modo.

Un buon allevatore gestisce la cucciolata in modo che ci sia una minima competizione per il cibo (importante per lo sviluppo caratteriale), ma allo stesso tempo controlla che tutti i cuccioli abbiamo mangiato a sufficienza. In secondo luogo è buona norma, anche igienica, pulire immediatamente gli escrementi dei piccoli: il primo mese ci pensa la loro madre, successivamente è compito dell’allevatore.

Coprofagia da noia

La coprofagia può essere indotta dallo stress causato dalla noia. Sono frequenti i casi in canile ad esempio, o per gestione inappropriata (ambiente poco stimolante e poche uscite).

La soluzione è quella di aumentare l’esercizio fisico e rendere la vita del cane meno noiosa. Nel caso dei cani in canile è opportuno farli uscire maggiormente nello spazio verde dedicato. Un cane stanco è un cane rilassato che si dedicherà a recuperare le energie spese. In mancanza di tempo gli possiamo dare qualcos’altro da fare per non annoiarsi, come ad esempio i giochi di intrattenimento che si riempiono con cibo.

Coprofagia da parassitosi

La situazione si aggrava quando gli escrementi presentano parassiti intestinali (che riducono l’assorbimento delle proteine dell’organismo per ritrovarle poi nelle feci stesse).

I cuccioli hanno spesso problemi di parassiti intestinali ed è importante far controllare le feci dal veterinario e provvedere, nel caso, con una buona sverminazione ed effettuare un controllo successivo.

Nel cane adulto è buona norma, soprattutto se frequenta molti cani (come dovrebbe fare) o luoghi frequentati da altri cani, far fare un controllo all’anno per misura preventiva.

Coprofagia da patologie gastro-enteriche

La coprofagia può essere causata da gastriti, infezioni o infiammazioni dell’apparato gastroenterico; queste possono portare anche ad un gravissimo disturbo che consiste nell’ingestione di qualsiasi cosa, dai sassi alla gomma, dalla plastica alla terra, un disturbo comportamentale pericolosissimo per la salute del cane definito “pica”.

La situazione è risolvibile con l’intervento del veterinario che effettua una visita approfondita all’apparato digerente e poi si procede con la cura.

Coprofagia gerarchica

Recenti studi (osservazione di cani che vivono in branco, selvatici o in allevamento) hanno dimostrato che:
alcuni soggetti sottomessi possono rotolarsi nelle feci dei dominanti e mangiarle, nel tentativo di assumere il loro stesso odore.

In questo caso la soluzione potrebbe essere quella di spaccare il gruppo creando due o più nuovi gruppi più equilibrati per permettere ai soggetti più sottomessi di prendere un po’ più di fiducia in sé stessi.

Coprofagia da carenze alimentari

Da sempre è stata considerata l’unica motivazione della coprofagia, purtroppo è vera per alcune razze nordiche che digeriscono poco e male gli amidi e quindi li ritrovano quasi intatti nelle feci e nei beagle con carenza di vitamina B1 in questo caso si tratta di un problema particolarmente diffuso nella razza.

La soluzione è abbastanza semplice: somministrare alimenti con alta percentuale di carne evitanto composti che contengono molto amido come il riso, mentre per la carenza di vitamina B1 si può integrare nei soggetti che ne hanno bisogno.

Coprofagia indotta da errori umani

La brutta abitudine, tramandata dai nostri nonni, per educare i cani a non sporcare in casa mettendo il muso del cucciolo nei suoi escrementi; questo atteggiamento il cane lo può interpretare in vari modi che possono essere:

  • “non capisco cosa vuole”;
  • “questo umano è completamente pazzo”;
  • “ok, forse mi sta dicendo che si deve mangiare”.

Quindi i risultati che si possono avere sono:

  • nessun cambiamento;
  • il cane comincia a mangiare la cacca per nascondere le prove e non farci arrabbiare;
  • il cane pensa che mangiare la cacca sia quello che noi vogliamo.

La soluzione è quella di abbandonare metodi barbari per l’educazione del cucciolo ed aggiornarsi sulle tecniche educative.

Mai sottrarre dalla bocca eventuali resti di feci o non cercare di acchiappare il cane mentre sta facendo lo spuntino, perché aumenteremmo solo la voracità. Può essere invece utile insegnare il “no” ed in casi di forte contaminazione della zona frequentata, si può insegnare ad indossare la museruola!

Coprofagia da disturbo alimentare

Se alla base del comportamento c’è un forte impulso di fame, ma il cane viene alimentato correttamente, è probabile si tratti di un disturbo legato all’alimentazione.

La soluzione è quella di suddividere i pasti quotidiani in tre o quattro somministrazioni e cercare di mantenere gli stessi orari della somministrazione del cibo.

Jessica Furbaus

Titolare della scuola Furbaus.

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